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all'inizio del II secolo a.C. ha carattere di insediamento difensivo, in prossimità della via Postumia. Nel territorio comunale, in località Sacca, è presente una necropoli altomedievale, in parte ascrivibile a popolazioni longobarde. Sono i Gonzaga, nel Quattrocento, a determinare lo sviluppo urbanistico e territoriale di Goito. Il Naviglio, progettato da Bertola da Novate e Giovanni da Padova, permette il trasporto delle merci, della corte ducale e l'irrigazione delle campagne, con magri suoli dal substrato ghiaioso, prossime al Mincio. Comincia così la stagione dei prati irrigui che Bartolomeo Manfredi, astrologo e scienziato di corte, nel 1461 racconterà scrivendo del "grasso trifoglio alto fino al zenochio". Dopo la fine della famiglia Gonzaga la città passa alternativamente dai Francesi agli Austriaci ed è luogo di battaglie nel Risorgimento. Il 30 maggio 1848 l'esercito sardo sconfigge gli Austriaci proprio sulle sponde del Mincio tanto che il ponte sul fiume è ancor oggi chiamato "Ponte della gloria". Fra i cittadini più illustri è Sordello, trovatore italiano in lingua provenzale, nato a Goito nel 1200 circa. Dante, nella Divina Commedia, canta il suo incontro con Virgilio: " O Mantoano, io son Sordello de la tua terra!". |
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