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Legenda

 

Nel 1007 Tedaldo di Canossa fondò il monastero di San Benedetto, a quel tempo nell'isola di Polirone vi era solo una chiesetta e pochi abitanti. Probabilmente in epoca romana vi era stato un insediamento, come altri sulle sponde del Po, ma di esso nell'anno Mille non era rimasto più nulla. La fondazione di monasteri garantì sia un controllo spirituale sia un controllo materiale del territorio, ed in special modo la navigazione sul grande fiume. Il nuovo cenobio, a differenza dei più antichi monasteri benedettini, si caratterizzò subito per un vasto nucleo fondiario intorno a sè, ottenuto dalle donazioni dei Canossa e di altri nobili, che ne fecero uno dei più ricchi monasteri italiani. Nel 1077 Matilde di Canossa concede il monastero alla Santa Sede e Gregorio VII lo annette alla congregazione di Cluny: L'abate di Cluny nomina l'abate di Polirone. Nel XVII sec. vi fù la spogliazione del monastero da parte degli eserciti stranieri. Culmine della crisi durante la peste del 1630.Le manifestazioni ricorrenti:

 

Polirone

 

La prima Europa cristiana è stata l’Europa dei monasteri. La Regola di san Benedetto, basata sul motto "Ora, lege et labora", ha ovunque sparso i semi di una nuova Ideologia, strumento di Fede e di Sapienza. Il processo e lo sviluppo di questa "colonizzazione centralizzata", partendo dall’Italia del VI° secolo, hanno coinvolto praticamente tutti i Paesi dell’Occidente europeo, dalla Spagna all’Irlanda, dalla Francia alla Polonia, nel corso di un Medioevo che, grazie a questo, va considerato come magnifico e provvidenziale ponte tra l’Antichità e l’Era moderna. Polirone si colloca circa a metà del contesto temporale di diffusione benedettina, nascendo appena al di là di quell’anno 1000 che venne prima temuto come limite apocalittico dell’Umanità e poi considerato quale spartiacque della storia. Fondato nell’anno 1007 da Tedaldo marchese di Canossa, prediletto da Matilde sua nipote, Polirone da vera isola tra il Po ed il Lirone, diventa approdo spirituale e sacello sepolcrale di san Simeone armeno, acquisendo già nel 1024 la funzione di Santuario e quindi, per tutti i credenti ed i bisognosi, approdo di pace e di speranza. Possiamo immaginare il piccolo cenobio crescere attorno alla primitiva basilica eretta sulla tomba del santo, ed inserirsi con sempre maggiore dignità nel novero del Patrimonio di unità religiosa, arte e beneficenza costituito dall’Insieme dei monasteri benedettini europei. Se nel 1077 Polirone entra nella Congregazione di Cluny, cedendo nell’impatto con il colosso borgognone (fu di Matilde l’iniziativa, per il tramite di papa Gregorio VII, al fine di metterlo al riparo dalle mire imperiali) riacquista presto una propria autonomia, segno di distinzione politica ma anche di provata capacità pastorale. Quando Cluny entra in crisi, Polirone, attraverso anche l’ingresso nelle Congregazioni riformate, mantiene e migliora le proprie condizioni, superando i momenti critici e rilanciandosi attraverso abati di grande ed insigne personalità. Fino alla fine. Inesorabilmente Napoleone Bonaparte sopprime il monastero nel 1797, dopo quasi 8 secoli di ininterrotta attività. Ma mentre la Cluny romanica, la più grande costruzione della cristianità, scompare miseramente, San Benedetto in Polirone, "l’altra Cluny", il Mito europeo che scandalizzò Lutero, è ancora presente, anche se in forme ridotte rispetto all’originale. La maestosità degli edifici polironiani desta ancora oggi meraviglia agli occhi di tutti i visitatori. Considerare però l’ex Cenobio benedettino solo una meraviglia visiva non rende giustizia ai meriti che la Storia gli deve, al simbolo religioso, al Centro culturale ed artistico che nel contesto dell’Europa dei monasteri Polirone, in modo esaltante, ha rappresentato. La stessa Matilde di Canossa lo lega al proprio mito facendosi qui seppellire. Il Millenario può diventare occasione per riscoprire Polirone, per ricollocarlo tra i Siti che hanno contribuito ad avvicinare le genti nello spirito ed in un afflato cosmopolita.

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