Sorto prima del Mille a protezione delle attività economiche e degli abitanti della zona, fu incluso nel sistema difensivo degli stati canossiani come uno dei caposaldi a difesa dei confini settentrionali. Ristrutturato più volte anche dai Gonzaga raggiunge la sua definitiva sistemazione nei secoli XIV e XV. Formato da una cinta muraria attorno cui correva un fossato, esso comprendeva, oltre alla chiesa e ad un piccolo borgo, una fortezza più interna stretta attorno al mastio e ad un'altra torre posta a sud. Fortificate sono anche le porte d'ingresso, in particolare la "porta mantovana" sulla quale si staglia un arco gotico di una certa eleganza.
Chiesetta della Madonnina a Cereta
Nella frazione di Cereta c'è una bellissima chiesa parrocchiale ristrutturata nel 1700, con uno splendido altare in marmo intarsiato, opera dei Baroncini, celebri marmoristi bresciani:nella chiesa possiamo ammirata la pala d'altare, raffigurante S. Nicola e un dipinto di pregevole fattura del pittore settecentesco Giorgio Anselmi, raffigurante S. Luigi Gonzaga. Sorge poi in mezzo alla campagna la Chiesetta della Madonnina: edificata prima della fine del 1200, è composta da un'unica navata con facciata a capanna e tetto a capriate: l'incuria degli anni e alcuni interventi di ampliamento e sopraelevazione operati nel tempo non hanno alterato la semplicità e la linearità della struttura originaria. Sulle pareti, in parte coperto da uno strato di calce, si trova un ciclo di affreschi risalenti al 1400/1500, di indubbio interesse anche come testimonianza dell'arte popolare di quei secoli. Borghi e castelli :In alcuni borghi, nella campagna di Volta, sono rimaste delle cascine di struttura medioevale: torre, con muri spessi, volti a botte al piano terra, finestre piccole e un cortile chiuso con un pozzo per l'acqua. Sono costruite di sassi, materiale di cui abbonda il territorio morenico. Un tipico esempio è costituito dal Fienile Urangia appena fuori dal paese verso il lago di Garda.
Chiesa Parrocchiale
Menzionata in un diploma di Corrado II del 31 marzo 1037, la pieve, dedicata a S. Pietro, si innalza sul colle prospiciente la pianura, entro la cinta delle mura del centro fortificato. Di stile romanico, era originariamente composta da un'unica navata; trasformata nel XV secolo, venne ristrutturata nel 1700, quando fu portata a tre navate e arricchita di cappelle e altari. Il Vergani, nel 1800 ne progetta un allungamento e una risistemazione, ma i lavori rimangono incompiuti. Solo molto recentemente e precisamente attorno al 1960 viene realizzata la nuova facciata che completa l'allungamento dell'edificio. Nella chiesa si venera il corpo della Beata Paola Montaldi (1400), giovane del luogo, morta in convento a Mantova, dopo una vita di preghiera e di penitenza..
Nella chiesa si può ammirare il settecentesco altare maggiore, di marmo intarsiato, opera di marmoristi bresciani e diverse tele ad olio tra cui la pala dell'altare maggiore del pittore veronese Pietro Rotari (1749) raffigurante l'incontro tra la Maddalena e il Cristo nella casa del fariseo. Interessante è anche il quadro (posto sulla parete di destra della cappella della B. Paola) che raffigura l'assunzione della Vergine, attribuito al Guercino; di pregio anche altre tele, soprattutto quelle di scuola bresciana. Durante un recente restauro sono stati rinvenuti affreschi del '400/'500, staccati e collocati in una cappella di sinistra.
Palazzo Gonzaga
Il palazzo venne fatto edificare dai marchesi di Mantova Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo come villa di campagna, verso la metà del 1400: vi lavorarono come capomastri un certo "mastro Juliano" e un "mastro Giovanni" che innalzarono la nuova costruzione sfruttando precedenti abitazioni nonchè una torre e un tratto delle mura di cinta. Passato in proprietà a Rodolfo Gonzaga e poi ai suoi figli Aluigi e Gianfrancesco, fu da questi donato il 28-2-1515 a Ludovico Guerrieri. Ristrutturato e ampliato, rimase proprietà della nobile famiglia dei Guerrieri fino alla metà del 1800, quando venne ceduto ad Achille Gonzaga di Vescovato: passa a Carlo Cavriani nel 1929 e viene acquistato, a metà degli anni '80, dal Comune di Volta che ne fa la sede municipale.
Il palazzo ha una facciata asimmetrica con portale in pietra e due file di finestre: sui tetti si innalzano tre comignoli dalla struttura veramente originale. All'interno vi sono alcuni soffitti lignei di pregevole fattura, con decorazioni cinquecentesche; affreschi sono conservati al piano terreno ma soprattutto nelle sale del primo piano. Di particolare interesse sono gli affreschi posti sulla volta dell'abside dell'antico Oratorio dedicato alla Madonna, poi trasformato agli inizi del 1900: un'opera di indiscusso valore. Suggestivo è il giardino della villa, costruito a partire dal 1500 sulle fosse del centro fortificato e abbellito nei secoli successivi dalla famiglia Guerrieri. Nel piazzale antistante vi sono le antiche scuderie del palazzo, dove attualmente vengono allestite mostre di vari artisti e sono organizzate manifestazioni culturali.
I Conventi dei Francescani e delle Domenicane
Agli inizi del 1600 sorgono a Volta due conventi: quello dei francescani, viene costruito sul mante da sera e comprende ampi locali adatti ad ospitare una ventina di religiosi, un chiostro ed una bella chiesa, ricca di altari e di quadri. Nel centro del paese, entro le mura del castello, viene invece eretto il monastero delle Orsoline: iniziato con molta difficoltà, viene gradualmente ampliato per ospitare una comunità di 20 religiose: queste assumeranno più tardi la regola domenicana diventando, nel 1731, suore di clausura. La chiesa conventuale, dedicata in origine a S. Domenico, venne iniziata nel 1626 e ristrutturata nella prima metà del 1700. Entrambi i conventi vennero soppressi alla fine del 1700: L'edificio dei Francescani passò a vari privati che ne demolirono ben presto la chiesa, mentre quello delle domenicane venne acquistato da Tullo Guerrieri nel 1813 e passò poi nel 1929 ai Venier che lo trasformarono in villa su progetto del Vergani.