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Febbraio

 

Le notti fredde e ventose di febbraio, chiamano a raccolta congressi di gatti.. I miagolii profondi, quasi lamenti umani, intercalati da zuffe improvvise, soffiate, dal fienile alla stalla, ci ricordavano che era febbraio e che i gatti andavano felicemente in amore. Il tre febbraio (san Biagio), la sera si andava in chiesa per ricevere la benedizione della gola: Il rito prevedeva che tutti i fedeli, in fila passassero a baciare due ceri incrociati ed accesi con i quali il sacerdote ti toccava la gola pronunciando alcune parole in latino beneaugurati. Il santo protettore della gola, capitava in una data propizia, infatti in pieno inverno molta gente soffriva del male di gola e raffreddore. L'occasione di dover uscire, al buio, intabarrati, stretti vicini l'uno all'altro per difendersi dal freddo, favoriva felici incontri ravvicinati. La pulizia dei fossi si effettuava in questa stagione. Tutti i canali di irrigazione e di servizio venivano prosciugati e puliti dai detriti e dalle erbacce accumulatesi. Sistemate e riparate le chiuse di regolazione, controllati gli argini. Poiché in quegli anni (secolo scorso), la tecnologia non era ancora in grado di offrire stivali di gomma a buon mercato. Per consentire lunghe permanenze nell'acqua in quella stagione, i nostri nonni avevano ereditato, forse dai loro nonni, strumenti utili a proteggere i piedi nel fango gelato. I cassoni. Erano veri e propri cassonetti di legno, costruiti da artigiani capaci, garantivano la perfetta tenuta (o quasi). La forma era quella di parallelepipedi trapezoidali, indossati come stivali, alti fino al ginocchio e riempiti poi di paglia Consentivano lenti ed impacciati movimenti a chi doveva lavorare nel letto di un fossato dal fondo irregolare e fangoso, ma i piedi rimanevano asciutti. Verso gli anni '40 comparvero dalle nostre parti i primi stivali in gomma, erano però costosi e freddi ma facilitavano i movimenti e certamente garantivano una maggiore impermeabilità. Sempre in febbraio, in campagna si dovevano approntare le buche per angurie, meloni e zucche. Erano buche abbastanza profonde, distanziate tre, quattro metri, riempite di letame e ricoperto da un cumulo di terra. In aprile poi, spianato il cumulo si sarebbero affondati i semi.
 
Franco Turrina

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