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Aprile

 

La campagna esigeva impegno e lavori urgenti. Bisognava approntare il terreno per le semine del granoturco e nelle zone irrigue, ove cioè era possibile la coltura del riso, arare, "rondolare" il terreno e predisporre gli argini. Rondolare significa rendere il terreno perfettamente in piano affinché non risultassero dossi ed avallamenti che avrebbero danneggiato il riso, "annegando" le piantine se troppa acqua, essiccando le stesse se l'acqua non avesse coperto il suolo). Quest'operazione si faceva immettendo poca acqua sul terreno arato ed erpicato affinché tutta la superficie risultasse coperta uniformemente con qualche centimetro d'acqua, come una livella per superfici, quindi: spianare i dossi e riempire le buche. Quasi tutti gli anni la ricorrenza della festa religiosa Pasqua di Resurrezione avviene ed avveniva nel mese di aprile. I tre giorni che precedono la Pasqua le campane erano mute. Nessun suono in segno di lutto (credo): Anche all'interno delle chiese la liturgia prevedeva che il campanello durante la messa fosse sostituito da una serie di rumori gracchianti o battuti con delle tavole di legno, rumori che ferivano lo stato d'animo e non consoni all'ambiente, tuttavia accettati dalla tradizione e dalle autorità religiose. Il sabato della Resurrezione, tutte le campane, dopo un certo orario, suonavano a distesa. Nel silenzio della campagna, si diffondeva questo scampanio festoso, dal campanile vicino e da altri lontani. I contadini e le donne nei campi interrompevano il lavoro per recarsi al fossato più vicino e bagnarsi gli occhi in segno di festa per la Resurrezione. La settimana di Pasqua cade nel plenilunio di marzo quindi, nel periodo delle semine importanti: granoturco, meloni, angurie, zucche, pomodori (un tempo queste date erano rispettate, oggi, nuove tecnologie e strutture consentono tempi diversi). Era tradizione, sentita nel secolo scorso, che durante la settimana che precede la Pasqua, nelle case si facessero le "pulizie di primavera" che, oltre al bucato prevedevano la imbiancatura della cucina (utilizzando calce ovviamente) Si puliva la stufa e i tubi dello scarico del fumo, intasati di fuliggine. Si lustravano le pentole e gli attrezzi di cucina. Compito di noi ragazzi era la pulizia della catena del camino, la graticola, i tre piedi ed altri attrezzi del focolare. Legavamo il tutti questi attrezzi con un lungo filo di ferro o funicella e trascinavamo nella polvere della strada e della corte per qualche ora. Lo sfregamento con il terreno e con la ghiaia, in effetti toglieva il nero della fuliggine e delle incrostazioni, ma poi era sempre la mamma che doveva completare l'opera. Durante Le notti senza luna, nella primavera inoltrata, assistevamo ad un silenzioso vagare di luci lungo gli argini dei fossi limitrofi alle risaie . Erano i cercatori di rane che, muniti di lampade alimentate ad acetilene (carburo), raccoglievano a sacchi di queste bestiole abbagliate dalla luce.
 
Franco Turrina

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