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Nelle risaie ferve il lavoro di monda e trapianto del riso. Centinaia di donne, curve nell'acqua fino ai polpacci, le gambe protette da vecchie calze, (per ridurre il danno delle punture di insetti ), un ampio capello di paglia, che le giovani ingentilivano con un nastro colorato. Dalle sei del mattino alle tredici, curve sotto il sole a togliere erbacce tra le piantine del riso. Intervallo di un'ora alle otto, per una frugale colazione che ciascuna si portava da casa. A questo scopo un ragazzo o un anziano aveva predisposto la legna necessaria ed acceso un fuoco sullo spiazzo vicino, sotto gli alberi a margine della risaia. Le fette di polenta erano abbrustolite sulle brace, sostenute da stecchi di legno. L'addetto al fuoco aveva anche il compito di procurare una botticella di acqua fresca, portata dalla corte. Accadeva che per errore, dimenticanza o negligenza, la botticella fosse vuota o non sufficiente, allora.. anche l'acqua del canale, spostate le alghe in superficie, era "promossa" …fresca e potabile. A san Giovanni (24 giugno) si raccoglievano le cipolle e l'aglio Le falci lucenti con un lungo manico in legno "i fer da sgar" e quelle ricurve per la mietitura, venivano "battute" con una martellina dal manico cortissimo, la sola impugnatura della mano, su un apposita piccola incudine, conficcata nel terreno (le "piante"), dopo la battitura le lame venivano affilate con la pietra ad acqua portata nel corno appeso alla cintura " el coder". Aveva inizio la grande ed impegnativa operazione della mietitura del grano. Nelle aziende di una certa dimensione le falci servivano ad effettuare "le strade", i passaggi per la falciatrice meccanica che depositava lungo il suo percorso i covoni sulle stoppie. I covoni venivano legati impiegando un legaccio fatto con un intreccio di erbe palustri "bals", questi legacci dovevano essere messi a macerare qualche giorno prima per renderli tenaci e per evitare dolorose ferite alle mani. Infatti questa erba, "la caresa", è un arbusto dalle foglie lunghe e sottili, spigoli seghettati, maneggiata senza esperienza può provocare fastidiosi e profondi tagli alle dita (se impiegata asciutta). Nelle piccole aziende a conduzione famigliare, tutto il lavoro di mietitura, veniva fatto a mano da donne e bambini. Dopo qualche giorno i covoni venivano trasportati nella corte, accatastati in un'enorme cumulo. Ai primi di luglio iniziava la trebbiatura. Franco Turrina |
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