|
Le Grazie un tempo erano un piccolo borgo che ospitava una comunita’ di pescatori e boscaioli, impegnata a sopravvivere in un intrico di canneti, paludi e fitte boscaglie: tra questi acquitrini ricchi di selvaggina e fauna ittica sorgeva, gia’ prima dell'anno mille, un piccolo costrutto di pietra che recava all'interno l'immagine della Madonna. La devozione popolare si raccoglieva attorno a questo modesto simbolo religioso che era unico conforto alle sventure della poverta’ e della malaria era proprio la fede. Sorse poi un complesso di impianto tardogotico che fu occupato dai frati minori dell'ordine francescano. Esso divenne in breve il fulcro della vita del borgo: aumentavano i pellegrini, un numero sempre maggiore di fedeli e curiosi si spingeva in questa regione che il grande Alberto Pitentino aveva bonificato per volere della municipalita’ di Mantova alla fine del XIII° secolo. Col crescere della fama, divulgata da quanti avevano ottenuto i benefici della Vergine, non piu’ solo poveracci e straccioni ma ricchi mercanti, nobili, persino principi, re e papi, venivano a Grazie per venerare la Madonna dei prodigi; e cosi’, accanto al Santuario che s'andava arricchendo di ex-voto, lascite e cospicue donazioni, sull'enorme piazzale antistante si sviluppava una notevole attivita’ mercantile. Nel1425, il marchese Gianfrancesco Gonzaga istitui’ il libero mercato delle merci di Grazie, Il folklore, la buona tavola, il divertimento, le iniziative culturali, il vastissimo mercato all'aperto, sono gli altri elementi vivi dell'appuntamento di Grazie (14-16 agosto). |
 |