Gli agricoltori del mantovano coltivano il pero da centinaia di anni. Già nel 1475 questa coltura era al primo posto per importanza tra quelle coltivate nella zona, tanto che nel frutteto di una grande tenuta di San Giacomo delle Segnate si trovavano, secondo testimonianze scritte, due diverse varietà di questa pianta, mentre alla fine del 1700 il Monastero di San Benedetto in Polirone (l’attuale San Benedetto Po) disponeva, all'interno del complesso abbaziale, di fruttarie, dove venivano conservate anche le pere. Se tali coltivazioni sino agli inizi del '900 sono state caratterizzate da una produzione esclusivamente riservata all’autoconsumo o al mercato locale, oramai la forte specializzazione della produzione e la nascita di strutture di lavorazione e di condizionamento hanno portato a un grande ampliamento dei mercati di sbocco.
Come si consuma La pera mantovana ha proprietà diuretiche, depurative, regolatrici intestinali e una composizione e una struttura tale che è possibile consumarne anche un quantitativo elevato senza introdurre troppe calorie. La percentuale di zuccheri contenuti è in gran parte costituita da fruttosio, per cui il suo consumo è consentito anche ai diabetici. Oltre al tradizionale consumo fresco, la pera in cucina trova largo impiego come ingrediente per dolci, macedonie e pietanze oppure si gusta al naturale, accompagnata a formaggi: è un classico della tradizione contadina italiana l’abbinamento con Provolone, Parmigiano Reggiano e Pecorino. Come si conserva La pera si conserva a basse temperature, mentre per gustarla in tutta la sua fragranza è consigliabile tenerla 4/5 giorni a temperatura ambiente prima del consumo. Come si produce Le condizioni di impianto, le pratiche colturali, i sistemi di potatura e le operazioni di raccolta della Pera Mantovana sono quelli tradizionali della zona, atti a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche tradizionali di qualità. Il processo produttivo è regolato da un disciplinare di produzione approvato dall'Unione Europea in cui sono indicate le cultivar, i sesti e la densità d’impianto. Pratiche di irrigazione, fertilizzazione e difesa fitosanitaria seguono le regole indicate dai servizi competenti della Regione Lombardia e comunque sono ispirate ai principi della produzione integrata. Le aziende produttrici sono assistite regolarmente da tecnici specializzati e il prodotto è soggetto a un controllo finale con analisi dei residui.